lunedì 22 aprile 2013

Emma Bonino: "Questo Paese aveva un'altra possibilità e un'altra possibile Presidente"


A poche ore dalla rielezione di Giorgio Napolitano a Presidente della Repubblica, Emma Bonino, intervenendo al simposio Radicale tenutosi a Giulianova, dichiara - senza peli sulla lingua - come i Parlamentari avessero avuto "un'altra scelta per il Paese e un'altra possibile Presidente". 
In più, non manca di infliggere una dura stoccata al Movimento/Partito di Grillo, in relazione alle modalità utilizzate per le cosiddette Quirinarie.  

N.B: Il video completo è disponibile sul sito di "Radio Radicale".

mercoledì 10 aprile 2013

Corsa al Quirinale: uno dei soliti o uno come Emma?


Era il 1999 quando alcune decine di prestigiose personalità misero in piedi la campagna "Emma for President", tesa a far salire al Quirinale la leader radicale Emma Bonino, e al contempo esigere l'elezione diretta del Presidente della Repubblica. L'iniziativa riuscì a dimostrare, oltretutto, che almeno 2 italiani su 3 avrebbero votato la Bonino come nuovo Capo dello Stato e che il tabù di una donna al Colle poteva finalmente essere sfatato. Ovviamente, tutti siamo a conoscenza che quelle elezioni se le aggiudicò Carlo Azeglio Ciampi a seguito di un accordo tra D'Alema e Berlusconi; alla Bonino andarano solo 15 voti su quasi 1000 grandi elettori.
Sono passati 14 anni da allora, dopo quello di Ciampi si è avuto il settennato non certamente esaltante di Giorgio Napolitano, e tra qualche giorno il Parlamento neo-eletto dovrà proclamare un nuovo Capo dello Stato. L'Italia, nel frattempo, è piombata in una crisi economica e di identità senza precedenti, le elezioni politiche non hanno decretato un vincitore in grado di formare un governo, e con un Parlamento a dir poco variopinto spetterà, appunto, al nuovo Presidente della Repubblica decidere se sciogliere le Camere e andare a nuove elezioni oppure tentare di incaricare qualcuno (dopo il tentativo andato a vuoto di Bersani) di provare a cercare una assai improbabile maggioranza. Questo - in estrema sintesi - il quadro della situazione attuale.


Ma voglio giungere al nocciolo di questo mio post, ovvero cercare di riassumere i motivi per cui - a mio parere - in uno scenario così ingarbugliato, Emma Bonino possa essere la giusta (e forse l'unica) personalità da collocare al Quirinale per tentare di sbrogliare la matassa, ancorché, così come nel 1999, tutti i sondaggi la vedono in cima alle preferenze degli italiani.
Intanto, non posso esimermi dal dire che appare evidente come il PD, che possiede molti più "grandi" elettori rispetto alle altre compagini, abbia il coltello dalla parte del manico e farà ciò che è in suo potere per proporre un candidato quanto più possibilmente affine alla sua parte politica. Ebbene sì, va detto: se fossero stati abili nel fare campagna elettorale e nel governare il Paese al pari di quanto lo siano nell'occupare poltrone istituzionali e ruoli dirigenziali degli enti pubblici, Berlusconi e Grillo - politicamente parlando - non esisterebbero! Infatti, sono certo che nella rosa dei nomi papabili per il Quirinale che proporranno alle varie forze politiche, tutti o quasi proverranno dal loro "cariatideo" e per nulla lungimirante establishment (Prodi, D'Alema, Marini, ecc...).
Detto ciò, proprio il PD con queste elezioni del Capo dello Stato avrebbe la possibilità di scrollarsi di dosso l'etichetta di "pilastro della partitocrazia", qualora, sorprendendo un po' tutti, proponesse qualcuno dotato di una mirabile esperienza politica e di una più che invidiabile credibilità internazionale, che abbia lottato in Italia e nel mondo per la conquista di diritti umani e civili e che possieda quella lungimiranza in grado di garantire lo Stato di diritto e la laicità delle istituzioni, oltre al sacrosanto rispetto della Costituzione. L'identikit di costui, a dispetto di quanto vada blaterando ultimamente Marco Travaglio, risponde al nome di Emma Bonino.

L'Italia, come accennavo in precedenza, è piombata in una crisi identitaria che probabilmente non ha mai raggiunto un simile apice: le poche idee su come uscire dalla crisi sono confuse e frammentarie, il Paese è in balia dei più svariati populismi e il più becero nazionalismo si riaffaccia all'orizzonte.
Serve al più presto un radicale cambio di rotta, una guida che possa traghettare i futuri governi verso politiche più liberali e libertarie, offrendo al mondo un'immagine del nostro Paese più seria, concreta ed affidabile, affinché - tra l'altro - si possano ritrattare gli impegni economici presi con l'Europa (oggettivamente troppo svantaggiosi per il nostro Paese).
Nessuno, salvo essere un complottista della rete, un integralista religioso, un ateo devoto o un giornalista mistificatore e qualunquista, può mettere in dubbio che Emma Presidente della Repubblica possa essere quella manna dal cielo di cui il Paese ha tanto bisogno, in grado di essere il Presidente di tutti e di infondere linfa (davvero) nuova ad una nazione che sta sprofondando in un baratro senza fine. 
Emma è una fuoriclasse della politica (citando nientemeno che Bersani) e non può più essere lasciata in panchina; sarebbe - perdonate la metafora calcistica - come se una squadra, nella cui rosa ci fosse un Messi o un Maradona, preferisse tenerlo in tribuna o fargli fare da raccattapalle piuttosto che gettarlo nella mischia per avere maggiori possibilità di vincere i campionati. 

#EmmaForPresident #SperiamoCheSiaEmma #BoninoPresidente
C. D.G.