Cervelli geneticamente modificati
S’ode a destra uno squillo di tromba. Il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, dichiara: “Occorre una seria riflessione, che deve coinvolgere la ricerca e la produzione agricola, sul ruolo dell’ingegneria genetica e di alcune possibili applicazioni degli ogm. In Italia la posizione contro gli ogm è bipartisan e da sempre compromette, in generale, la ricerca sull’ingegneria genetica applicata all’agricoltura, e alla farmaceutica, e anche a importanti questioni energetiche”.
A destra risponde uno squillo. Il ministro delle Politiche Agricole, Mario Catania, controdichiara: “Io non penso sia conforme agli interessi del nostro sistema agroalimentare un’apertura agli ogm. Come ministro ritengo peraltro che gli stessi consumatori e i produttori non la vogliano. Quindi la posizione è sostanzialmente negativa, ma non credo che non si debba fare ricerca”.
Si rinnova così l’annoso e ridicolo dibattito sugli ogm, nel quale le opinioni disinformate dei consumatori, dei produttori e dei politici saranno ripetute fino alla nausea. Eppure, per informarsi non ci sarebbe bisogno di molto. Basterebbe, ad esempio, leggere L’origine delle specie di Darwin, per imparare che la natura e l’uomo procedono di pari passo nella selezione degli organismi, vegetali o animali. L’agricoltura e l’allevamento, cioè, non fanno che riprodurre in maniera intelligente, mirata e veloce ciò che l’evoluzione produce in maniera cieca, casuale e lenta.
Dopo Darwin, centocinquant’anni di studi biologici e genetici ci hanno insegnato che tutti gli organismi sono geneticamente modificati, dalla natura o dall’uomo. Le specie di oggi, non sono quelle di ieri. E, soprattutto, le specie di oggi e di ieri non sono mai state pure e immacolate, come se fossero uscite dalle mani di un Creatore.
Che ci piaccia o no, tutto ciò che mangiamo è già geneticamente modificato, spesso in maniera radicale. A partire dal frumento che usiamo per il pane quotidiano, che è un incrocio artificiale del farro (a sua volta un incrocio) con un egilope, e che ancora qualche secolo fa era alto un metro e mezzo: basta guardare I mietitori di Bruegel, per accorgersene.
Chi crede di essere contrario agli ogm, semplicemente non sa di cosa parla. E il suo atteggiamento non è più anacronistico, o meno fondamentalista, di quello di chi pretendesse di curarsi solo con le erbe. Tra l’altro, già gli antichi sapevano che anche i farmaci naturali possono far male, e pharmakos significava infatti sia “cura” e “veleno”. Ma sono stati proprio i farmaci artificiali e gli organismi geneticamente modificati a farci vivere più a lungo e meglio. Coloro che vi si oppongono meriterebbero di vivere meno e peggio. E, magari, di morire felici mangiando qualche fungo naturale, ma velenoso.
Piergiorgio Odifreddi
Tratto dal blog "il non senso della vita": http://odifreddi.blogautore.repubblica.it/2012/03/15/cervelli-geneticamente-modificati/

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