Ha preso il via questa settimana il nuovo talk show condotto da Gianluigi Paragone passato questa estate sul canale La7 di Urbano Cairo. In realtà, rispetto al suo precedente programma "L'Ultima Parola", di nuovo c'è ben poco, escludendo per l'appunto la rete televisiva che lo trasmette, il titolo e l'orario di messa in onda. "La Gabbia", infatti, è il solito frullato di populismo, demagogia, spicciola retorica e complottismo mascherato da "informazione libera", fuori dagli schemi e imparziale.
E fu così che dopo la ridicola mini-rissa inscenata tra inqualificabili personaggi come la pitonessa Santanché e lo "sceriffo di Nottingham" Travaglio, ecco presentarsi i nomi che tanto piacciono alla GGente: su tutti il re dei complottisti Giulietto Chiesa e l'esimio Professore di economia dell'Università di Pescara, Alberto Bagnai, molto in voga tra i populisti per le sue tesi anti euro e a favore del ritorno alla lira (la famosa "sovranità monetaria" da riconquistare ad ogni costo, anche se negli ultimi mesi sembra quasi essere stata scalzata dalla "sovranità alimentare"). Insomma, la gara è tra chi riesce meglio a scaricare le colpe della crisi che ha colpito il nostro paese su soggetti terzi, creando i soliti alibi ad un popolo di parassiti che una volta agognava il posto statale e che oggi brama il reddito di cittadinanza. In programmi del genere non si sentirà mai parlare di spesa pubblica esosa e incontrollata, di impiegati pubblici nullafacenti, di uno Stato inefficiente e clientelare, di una burocrazia opprimente e che strangola chi ha voglia di impegnarsi, di concorrere e di lavorare sul serio.
Paragone il furbacchione ha capito prima di tanti altri le regole del gioco e che in un Paese come il nostro, oggi più che mai, i talk show populisti tirano più della...

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