In questo video cerco di spiegare qual è la differenza tra il complotto e l'interesse strategico, economico e politico. Provo, inoltre, ad analizzare i vari complotti che vanno da quelli demoplutogiudaici, fino ad arrivare alle scie chimiche, haarp e ad altre fantacospirazioni. Una delle cause principali per cui un numero cospicuo di persone ha bisogno di credere o di inventare di sani pianta complotti, è sicuramente l'infelicità e la disperazione in cui sta annegando l'umanità, e dunque si cerca di trovare dei capri espiatori per tentare di dare un senso a quella disperazione. E' un meccanismo molto simile a quello che contraddistingue i religiosi, che per dare spiegazioni a domande a cui non sanno rispondere e per arginare la paura della morte, hanno creato divinità plasmate a loro immagine e somiglianza, in grado di rendergli più lieto il soggiorno su questo bislacco mondo.
domenica 29 aprile 2012
venerdì 27 aprile 2012
La disperazione umana
Capita molto spesso che facendo zapping
sulla tv ci si imbatta in canali locali che trasmettono programmi che
sponsorizzano numeri telefonici a pagamento a cui si può telefonare per
ricevere numeri da giocare al lotto.
Mi domando come sia possibile che al
giorno d'oggi esistano ancora così tanti creduloni che si facciano
"ipnotizzare" da simili amenità. Non serve una laurea in matematica
per rendersi conto che non esiste nessun modello matematico che consenta di
prevedere le estrazioni del tutto casuali del lotto, ma dato che questi
programmi mi sembra che spuntino fuori come i funghi, probabilmente è perché il
giro d'affari che è sorto speculando alle spalle dei creduloni è più che
florido.
Evidentemente, la disperazione umana ha toccato vette mai raggiunte
prima d'ora, e dunque, insieme alle illusioni alimentate a dismisura dalle
religioni, ci si aggrappa davvero a qualsiasi mezzo per cercare di risollevare
le proprie sorti, facendo le fortune di tutti coloro che speculano sui tormenti
dell'umanità.
La razionalità, il nostro più grande dono, è uno dei pochi
antidoti che abbiamo per poterci difendere da tutto ciò e per isolare i vari
parassiti della società.
lunedì 23 aprile 2012
Le coppie di fatto in Italia
Una delle tante battaglie che nel prossimo
futuro dovranno essere portate avanti nel nostro Paese è sicuramente quella del
riconoscimento giuridico delle coppie di fatto (eterosessuali ma anche e
soprattutto di quelle omosessuali). Appare evidente, però, che in un Paese come
il nostro, dove le istituzioni politiche sono influenzate in modo categorico
dalla perversa morale catto-vaticana, si tratti di una battaglia difficile da
vincere. Capita molto spesso, infatti, sentire dichiarazione a dir poco
imbarazzanti, e che dunque non citerò, pronunciate da esponenti dei maggiori
partiti italiani per rimarcare la presunta "innaturalità" dell'omosessualità
(concetto che hanno ripreso dai loro compagni di merende vaticani). Ma
probabilmente ignorano, o fanno finta di ignorare, che l'Organizzazione Mondiale
della Sanità ha ribadito più volte che l'omosessualità non è da considerarsi
una malattia, bensì niente di più che un semplice orientamento sessuale
(che peraltro esiste anche nel mondo animale).
Credo che qualsiasi persona dotata di un
minimo di buon senso debba sentirsi obbligata a combattere affinché i diritti
assolutamente legittimi delle coppie di fatto, ma in particolare - ribadisco -
di quelle omosessuali, vengano riconosciuti; ma nel nostro Paese purtroppo c'è
un altro problema: la maggior parte delle persone è interessata a coltivare
solo ed esclusivamente il proprio orticello, e finché esso gli darà dei frutti
non muoverà un dito per quello altrui, quindi della questione in oggetto (come
di tante altre) se ne infischieranno altamente.
Una società può essere migliorata solo se
verranno contemplati i diritti e le esigenze di tutti coloro che ne fanno parte,
ma questo potrà accadere solo quando ci si sgancerà totalmente da
ideologie, dottrine e punti di vista che esaltano il dogmatismo, l'assolutismo
e preconcetti assolutamente discriminatori ed anacronistici.
C.D.G.
sabato 21 aprile 2012
Enrico Mattei: l'ultimo patriota italiano
In questo video espongo brevemente la storia di Enrico Mattei e dell'ENI, cercando di mettere in luce le grandi doti del manager italiano e analizzare i lati oscuri relativi alla sua morte.
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martedì 17 aprile 2012
Prodi: "Sono il re delle privatizzazioni"
Prodi: un pessimo manager e un politico astruso. Vantarsi di aver privatizzato/svenduto ai suoi amichetti parte della grande industria italiana è un atto davvero criminoso. Probabilmente le sue abilità migliori le ha messe in campo nelle sedute spiritiche. Ridicolo!
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lunedì 16 aprile 2012
Mutilazioni genitali
Consiglio vivamente di guardare questo video, nel quale vengono riportati dei dati davvero sconvolgenti, riguardanti le mutilazioni genitali a cui tantissime donne ancora oggi, in taluni contesti, vengono purtroppo sottoposte. Si tratta di una forma di sottomissione di matrice patriarcal-religiosa che è davvero inaccettabile al giorno d'oggi; ed inoltre reputo davvero raccapriccianti le parole della donna egiziana riportate nel video, che ci fanno capire come le donne siano state a tal punto "patriarcalizzate"da un certo maschilismo derivante da talune dottrine religiose, che è davvero difficile ipotizzare che simili atrocità nell'immediato cessino di verificarsi.
sabato 14 aprile 2012
La propaganda cattolica
Si avvicina il momento della presentazione della dichiarazione dei redditi, e dunque presto saremo bombardati dagli spot clericali che pubblicizzano, in modo assolutamente patetico, l'otto per mille in favore della chiesa cattolica. La becera propaganda cattolica è davvero senza limiti!
In questo video cerco di capire in che modo la chiesa cattolica riesca a manipolare una ingente fetta della popolazione italiana, e spiego i motivi per i quali io personalmente provo immenso fastidio ad assistere alla maniera in cui questa istituzione religiosa, in modo particolare, si arricchisca alle spalle di ogni singolo cittadino italiano (cattolico e non).
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martedì 10 aprile 2012
Il virus della fede
In larga parte mi trovo d'accordo con quanto viene detto in questo video.
Tuttavia, affermare che la fede sia da ritardati mi sembra un po' improprio. Il fedele non è "ritardato", semmai è un individuo spesso totalmente incapace di ragionare in modo autonomo, il quale non è riuscito a liberarsi, e quasi certamente non ci riuscirà mai, dagli imprinting dogmatici e irrazionali ricevuti nel corso dell'infanzia e dell'adolescenza all'interno degli ambienti familiari ed extrafamiliari che ne hanno inevitabilmente plasmato la personalità. A tal proposito, possiamo identificare la religiosità come un virus che si tramanda di generazione in generazione, e chi governa il mondo, da sempre, ha tutto l'interesse affinché non si trovi mai il vaccino, dato che hanno compreso che si tratta di uno degli strumenti principali con cui possono soggiogare e schiavizzare il popolo. Ma quali sarebbero gli antidoti? Basterebbe promuovere la razionalità e soprattutto il libero pensiero all'interno della società moderna, affinché credenze anacronistiche e prive di qualsiasi tipo di fondamento cessino di condizionare le sorti dell'umanità, ma appare evidente che le istituzioni politiche e religiose non hanno alcun interesse che tutto ciò si verifichi, poiché è sicuramente più semplice domare un gregge di pecore che un branco di leoni.
lunedì 9 aprile 2012
I "masanielli" del sud Italia
All'interno di questo video, il liberista Oscar Giannino si scontra con Emiliano Brancaccio riguardo l'oramai anacronistica "questione meridionale". Qui, per una volta, mi sento di dover dare ragione a Giannino, il quale attacca la solita retorica proposta dai qualunquisti come Brancaccio, che vedono nello Stato, e soprattutto nei soldi dei contribuenti, l'unica soluzione per risollevare le sorti, per dirla alla Giannino, dei "masanielli" del sud Italia.
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venerdì 6 aprile 2012
Giordano Bruno: il fondatore del pensiero critico moderno
Ho realizzato un estratto di un documentario, preso dalla splendida trasmissione "Atlantide," su Giordano Bruno: colui che per le sue idee rivoluzionarie fu arso al rogo da chi, come sempre accaduto nel corso della loro storia, ha perennemente manifestato un fobico timore per il "Libero Pensiero", contrapposto in tutto e per tutto al becero dogmatismo tanto caro alle istituzioni religiose.
lunedì 2 aprile 2012
Il ritratto del giovane radical-chic
In questo articolo viene descritto in modo dettagliato il giovane italiano radical-chic che tanto fa incrementare i conti in banca di personaggi come Grillo, Santoro, Travaglio & company. Figure poco propense al ragionamento e al metodo scientifico, ma invece molto aperte agli slogan e alle feste di piazza.
Un nuovo spettro si aggira per l’Italia: il giovane di buona cultura, generalmente umanistica, che contesta, tutti o quasi tutti i processi d’innovazione tecnologica, soprattutto quelli che riguardano l’agricoltura, le biotecnologie, le opere d’ingegneria, nucleare e non.
Il giovane di buona cultura umanista si ritiene, naturalmente, dalla parte giusta del mondo, è di sinistra, ma non si identifica nella sinistra di partito. In effetti, a sentire le sue argomentazioni si direbbe un nostalgico del bel tempo che fu. O meglio, un reazionario, per il sospetto che nutre, fortemente nutre, per la modernità.
Il giovane è facilmente riconoscibile, insomma. È quello che se parlate di inceneritori o termovalorizzatori, si alza e contesta fortemente i dati, poi vi indica con il dito e parla delle nanoparticelle e di diossina. L’ha detto Grillo, ha sostituito la vecchia e cara frase: l’ha detto la televisione.
Il giovane umanista ha poca esperienza di chimica e di metodologia scientifica, confonde facilmente i dati e non è solito usare strumenti comparativi. Ragione per cui crede che il mondo sia incontaminato e se, per esempio, gli fai notare che una prostituta intenta a bruciare un copertone per strada, produce più diossina di un inceneritore, si indigna e vi ritiene al servizio di qualche multinazionale.
In quanto, dice, i suoi dati sono ricavati dal lavoro di scienziati indipendenti, i vostri da scienziati dipendenti e asserviti al potere. Capite bene, messa così, la questione è di difficile risoluzione, in un regime di risorse scarse se loro si beccano gli scienziati indipendenti agli altri toccano quelli dipendenti.
Davanti a questa affermazione ricattatoria è difficile spiegare che il metodo scientifico si basa sul regime di revisione alla pari: non si può dire semplicemente ho visto l’unicorno, bisogna dimostrarlo, dunque le ipotesi (sull’unicorno) devono essere condivise e riviste da altri scienziati.
Non importa che io dica sono indipendente, credetemi l’unicorno esiste. Questo spettro (il giovane di buona cultura umanista) si insinua in molte trasmissioni di denuncia come Report, almeno quando si affrontano argomenti complessi, come l’agricoltura e il nucleare; tematiche che richiedono soluzioni di compromesso e integrate e via via soggette a modifiche e nuove acquisizioni.
Quei giornalisti, indipendenti, non si fidano di documenti ufficiali, cioè quei documenti già sottoposti a revisione e accettati dalla comunità scientifica, no. Prendono documenti e studi che nessuno ha (ancora) dimostrato, ma rappresentano solo ipotesi di lavoro.
Siccome, però, quei giornalisti indipendenti credono siano, questi documenti, liberi dalla dipendenza del potere, allora per proprietà transitiva sono anche giusti. Basta dichiarare, non dimostrare. Lo spettro sta diventando un problema, perché evanescente com’è, si appropria di ogni luogo e di questioni che non possono essere di sua competenza.
Il giovane spettro è massimalista e ama la voce grossa, due metodologie che fanno purtroppo parte della comunicazione moderna. Dichiara il suo no continuo, no rifiuti, no nucleare, no chimica, no ogm ecc. Poche cose e ripetute, è lo slogan dei comunicatori e di quelli che credono nel partito delle libertà.
Con i quali gli spettri di sinistra non sono d’accordo ma ne sposano lo stile. No agli erbicidi, ho letto in un post sul sito di Bressanini. Fanno schifo e inquinano e soprattutto sono prodotti dalle multinazionali.
Se gli fai notare che alcuni erbicidi di ultima generazione sono a bassissima tossicità, tanto da non lasciare quasi residui e che il mondo si migliora anche studiando in laboratorio nuove molecole a basso impatto, loro rispondono che il mondo si migliora non usando l’erbicida, perché questo non può essere un buon prodotto: viene fuori dal ventre oscuro delle multinazionali.
Se gli fai notare che un’agricoltura senza erbicidi richiede l’uso di mondine che si spezzano la schiena e strappano, naturalmente, le erbacce dai campi, loro rispondono con una dichiarazione religiosa: c’è il biologico.
Se gli fai ancora notare che appunto le mondine esistevano proprio quando non si usavano gli erbicidi e volente o nolente, per questioni di arretratezza, si produceva in regime di biologico, e per questo, venendo al dunque, chi è contro l’erbicida e vuole migliorare il mondo o studia chimica e cerca di produrre nuove molecole capaci di degradarsi con pochi residui oppure, bisogna necessariamente che si candidi a fare la mondina.
Allora, i giovani spettri rispondono: no, non è vero. E comunque, a fare la mondina non ci pensano proprio, no alla schiavitù, dicono, loro sono, infatti, dalla parte giusta del mondo. Non costa niente, basta dichiararlo: insomma, no dimostrazioni.
Antonio Pascale
trato da Limes
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