lunedì 23 aprile 2012

Le coppie di fatto in Italia


Una delle tante battaglie che nel prossimo futuro dovranno essere portate avanti nel nostro Paese è sicuramente quella del riconoscimento giuridico delle coppie di fatto (eterosessuali ma anche e soprattutto di quelle omosessuali). Appare evidente, però, che in un Paese come il nostro, dove le istituzioni politiche sono influenzate in modo categorico dalla perversa morale catto-vaticana, si tratti di una battaglia difficile da vincere. Capita molto spesso, infatti, sentire dichiarazione a dir poco imbarazzanti, e che dunque non citerò, pronunciate da esponenti dei maggiori partiti italiani per rimarcare la presunta "innaturalità" dell'omosessualità (concetto che hanno ripreso dai loro compagni di merende vaticani). Ma probabilmente ignorano, o fanno finta di ignorare, che l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha ribadito più volte che l'omosessualità non è da considerarsi una malattia, bensì  niente di più che un semplice orientamento sessuale (che peraltro esiste anche nel mondo animale). 

Credo che qualsiasi persona dotata di un minimo di buon senso debba sentirsi obbligata a combattere affinché i diritti assolutamente legittimi delle coppie di fatto, ma in particolare - ribadisco - di quelle omosessuali, vengano riconosciuti; ma nel nostro Paese purtroppo c'è un altro problema: la maggior parte delle persone è interessata a coltivare solo ed esclusivamente il proprio orticello, e finché esso gli darà dei frutti non muoverà un dito per quello altrui, quindi della questione in oggetto (come di tante altre) se ne infischieranno altamente. 

Una società può essere migliorata solo se verranno contemplati i diritti e le esigenze di tutti coloro che ne fanno parte,  ma questo potrà accadere solo quando ci si sgancerà totalmente da ideologie, dottrine e punti di vista che esaltano il dogmatismo, l'assolutismo e preconcetti assolutamente discriminatori ed anacronistici. 

C.D.G.

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