giovedì 26 luglio 2012

I populisti al governo: un possibile scenario

Il proselitismo populista avanza imperterrito lungo le disastrate e sconnesse vie italiche. In questo articolo cercherò di prevedere cosa potrebbe accadere nel caso, neanche tanto remoto, in cui il movimento dei tanti e variopinti populisti italiani andasse al governo.

Anno 2013 d.C.: il movimento populista si aggiudica con ampia maggioranza le elezioni politiche. Per le strade la gente festeggia come se la nazionale di calcio avesse vinto i mondiali e i più facinorosi distruggono banche, McDonald's e sinagoghe. Una delegazione del nuovo governo composta dal Primo Ministro e dal Ministro della Rivoluzione si muove minacciosa verso il Consiglio Europeo e decreta con fare autoritario l'uscita unilaterale dell'Italia dall'Unione Europea e dall'euro; subito la nuova lira si svaluta del 20-30% e il Ministro della Propaganda dichiara che l'Italia conquisterà il mondo con le sue ingenti esportazioni.
Anno 2014 d.C.: la demoplutogiudaica Europa passa subito al contrattacco: vengono imposti ingenti dazi doganali contro le imprese italiane e chiuse tutte le frontiere con l'Italia. Il governo di tutta risposta instaura un programma di progressiva decrescita dell'economia italiana e, inoltre, decide a sua volta di chiudere tutte le frontiere verso l'estero espellendo anche gli extracomunitari dal nostro Paese.
Anno 2015 d.C.: il fato avverso ha fatto sì che l'inflazione raggiungesse la tripla cifra e il governo non riesce ad approvvigionarsi di materie prime. Nel nord Italia il 50% delle piccole e medie imprese dichiara fallimento e lo Stato è costretto a ingenti programmi di assorbimento dei disoccupati nella Pubblica Amministrazione.
Anno 2016 d.C.: la popolazione italiana conta 50 milioni di abitanti con poco più di 15 milioni di lavoratori - 10 milioni di essi si trovano nella Pubblica Amministrazione (tutti i lavoratori della Sicilia appartengono alla PA). A causa di ciò il governo è costretto, nonostante le opposizioni del Ministro degli Esteri Borghezio che si incatena dinanzi Palazzo Venezia, a riaprire le frontiere e a importare immigrati come manodopera.
Anno 2017 d.C.: viene stimato che la qualità di vita italiana è simile a quella di un Paese del terzo mondo e anche la popolazione inizia a ribellarsi ai diktat sempre più pressanti imposti dal governo; chi ne ha la possibilità cerca di scappare all'estero e nel frattempo sorgono mercati neri dove si contrabbandano dollari ed euro.
Anno 2018 d.C.: l'Europa è pressoché uscita dalla crisi finanziaria e in Italia i ribelli del nord si muovono contro la casta burocratica governativa che si è rifugiata al sud nel quartier generale di Napoli; dopo un paio di mesi di cruenta guerra civile, Grillo, Barnard e Berlusconi - ovvero i gerarchi del governo - scappano in Argentina con un finto passaporto procuratogli dallo Stato del Vaticano e si costituisce un nuovo governo provvisorio. Esso emana una nuova Costituzione che decreta che la lira italiana debba essere legata all'euro per almeno 10 anni per abbattere l'inflazione che ha raggiunto le 4 cifre, fino a ritrattare anche l'ingresso nell'Unione Europea. Rientrano in Patria gli esuli della guerra civile e riparte la ricostruzione italiana dopo il quinquennio populista.
C.D.

Nessun commento:

Posta un commento