giovedì 19 luglio 2012

I vaccini fanno male? No, è una bufala!

Una della tante bufale (pericolose) che circolano sul web è quella secondo cui vi sarebbe una relazione tra talune malattie e le vaccinazioni. Nell'articolo che riporto di seguito, tratto dal settimanale "Oggi", un professore della "Sapienza" spiega da dove ha avuto origine questa diceria.


A sentire certe storie, anche il genitore più avveduto va nel panico. Ma che cosa dice la scienza? Giuseppe La Torre, professore di Igiene e Sanità pubblica all'Università di Roma "La Sapienza" e coordinatore dell'Alleanza italiana per le strategie vaccinali, è drastico: "I vaccini non provocano l'autismo e tutti gli studi lo dimostrano", assicura. Tutto nasce 14 anni fa, "in seguito a un'accusa poi rivelatasi una truffa", spiega La Torre. Nel 1998 un gastroenterologo britannico, Andrew Wakefield, pubblicò un articolo su Lancet in cui avanzava il sospetto di un'associazione tra il siero trivalente contro morbillo-parotite-rosolia e l'autismo. Ma si scoprì che quei dati erano stati falsificati. La rivista ritirò lo studio e Wakefield venne radiato dall'Ordine dei medici. "Dopo la vicenda sono state condotte ricerche serie", specifica La Torre. "Risultato: l'incidenza della sindrome autistica è la stessa tra i bambini vaccinati e quelli non vaccinati". Anche l'Organizzazione mondiale della sanità ha escluso il legame, ma il movimento anti-vaccini sostiene il contrario. Sotto accusa, il tiomersale, un conservante a base di mercurio. "Paura infondata", afferma La Torre. Come conferma il Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità, "il tiomersale contiene etilmercurio, ma non metilmercurio. Al contrario del metilmercurio, di cui è nota la tossicità, non ci sono evidenze che l'etilmercurio dei vaccini sia tossico". Tant'è che i tassi di autismo tra i bimbi che hanno ricevuto il vaccino con tiomersale sono identici a quelli senza tiomersale. In più, da quando nel 2002, per precauzione, il mercurio è al bando negli Stati Uniti, l'incidenza della malattia è invariata. Perché, allora, questa credenza è diffusa? "I sintomi dell'autismo, le cui cause non sono chiare, si manifestano intorno ai 2-3 anni d'età. Se il bimbo è stato vaccinato nello stesso periodo è facile collegare i 2 eventi. Che, in realtà, non lo sono affatto".
Daniela Cipolloni

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