giovedì 27 settembre 2012

Pericolo fascismo in Europa e in Italia?

Cosa si nasconde dietro i movimenti "antagonisti" che si stanno diffondendo in tutta Europa e anche nel nostro Paese? 

2 commenti:

  1. Non capisco perché si debba etichettare come populista, o filo-fascista, chiunque critichi l'euro, facendo di tutta l'erba un fascio...ah già! che scemo, perché l'euro ci porta ad essere meno italiani, cioè meno parassiti e pigri, e più tedeschi, cioè più produttivi ed onesti. Dobbiamo fare le stesse riforme della Germania, e l'euro è l'unico sistema che ci possa permettere di farlo! Ma quali sono queste riforme fatte dalla Germania?
    Cominciamo con un bel aumento della spesa pubblica (quella cosa che gli altri non possono fare):
    -fra il 2000 e il 2003 il deficit pubblico tedesco aumenta di 5.4 punti di Pil.
    -questo aumento è dovuto a maggiori spese (da 923 a 1043 miliardi di euro), non a minori entrate (le entrate aumentano da 946 a 969 miliardi; fonte: Ocse, 2012)
    -queste maggiori spese, pari a circa 120 miliardi di euro, sono spiegate per più di due terzi da politiche di sostegno indiretto all'economia attraverso sussidi alle imprese e politiche "attive" del mercato del lavoro (per circa 90 miliardi complessivi), mentre, ad esempio, le spese per l'istruzione sono aumentate di 8 miliardi e quelle per l'edilizia popolare di 3 miliardi.
    Tutto questo per cosa? Ovviamente per sostenere le riforme Hartz.
    Fra il 1999 e il 2008 c'è stata un'esplosione delle forme di lavoro "atipico" di circa il 30%, a fronte di una flessione di circa il 3% dei contratti a tempo indeterminato. Nello stesso periodo, gli atipici sono passati dal 20 al 39 per cento degli occupati, e la dinamica più rilevante è stata quella dei minijob (introdotti dalle riforme Hartz), aumentati di circa il 50%, fino a riguardare, nel 2008, due milioni e mezzo di tedeschi, e raddoppiando quasi dallo scoppio della crisi al 2011, quando i minijob hanno raggiunto quasi 5 milioni.
    Il dumping sociale tedesco risalta sopratutto nel tasso di disoccupazione, che nel 2009 era del 16% (il doppio del dato ufficiale). Per finire, fra 2003 e 2009 i salari hanno subito una flessione di circa il 6%.
    Tagli dei salari e disoccupazione, queste si che sono cose a cui la vera sinistra dovrebbe puntare!
    Queste politiche, assieme al credito facile delle banche tedesche (tutti i paesi in maggiore difficoltà avevano visto aumentare il debito estero, prevalentemente privato), hanno la principale responsabilità negli squilibri e nella crisi dell'Eurozona; e non lo dice Barnard o qualche populista, lo dicono, ad esempio, le Nazioni Unite (Ilo 2012).
    Criticare l'euro non signica volere le barrire ai confini, significa volere una vera integrazione europea, che non si fa dando una moneta unica a Paesi fortemente differenti, sperando che questo li faccia sentire fratelli.

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  2. "Lo stato è oggi ipertrofico, elefantiaco, enorme e vulnerabilissimo, perché ha assunto una quantità di funzioni di indole economica che dovevano essere lasciate al libero gioco dell’economia privata. [...] Noi crediamo, ad esempio che il tanto e giustamente vituperato disservizio postale cesserebbe d’incanto se il servizio postale, invece di essere avocato alla ditta stato, che lo esercisce nefandemente in regime di monopolio assoluto, fosse affidato a due o più imprese private. [...] In altri termini, la volontà del fascismo è rafforzamento dello stato politico, graduale smobilitazione dello stato economico." (Benito Mussolini)

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