Mie considerazioni su Marco Pannella e la battaglia nonviolenta che sta conducendo in questi giorni.
martedì 18 dicembre 2012
Marco Pannella per Amnistia, Giustizia, Diritto, Libertà
Mie considerazioni su Marco Pannella e la battaglia nonviolenta che sta conducendo in questi giorni.
giovedì 13 dicembre 2012
Elezioni 2013? Antidemocratiche!
Marco Cappato (Radicali Italiani) illustra i motivi per cui le elezioni del 2013 (sia quelle regionali che quelle nazionali) avranno un "carattere fortemente antidemocratico".
Per ulteriori approfondimenti consultate il sito dei Radicali Italiani.
mercoledì 31 ottobre 2012
La pietosa condizione in cui versano le carceri italiane
Estratto della trasmissione "Speciale Tg1" in cui la deputata radicale Rita Bernardini si esprime circa la pietosa situazione in cui versano le carceri italiane, proponendo l'amnistia e l'indulto (che da sempre fanno parte delle lotte radicali per controbattere il degrado in cui sono costretti a vivere i detenuti).
sabato 20 ottobre 2012
Michele Boldrin: "Neoliberismo? Siete dei populisti e dei Masaniello!"
L'economista Michele Boldrin attacca ferocemente le affermazioni populiste di don Gallo e Nino Galloni, nella trasmissione ultrapopulista "L'Ultima Parola".
mercoledì 17 ottobre 2012
Matteo Renzi: "Non paragonatemi a Berlusconi"
Il candidato alle primarie del PD prende - giustamente - le distanze dalle avances di Berlusconi.
Ecco l'estratto del video, trato da un'intervista in un programma Rai, da me realizzato.
lunedì 15 ottobre 2012
Emma Bonino: "Stati Uniti d'Europa baluardo contro ogni deriva populista e anti-democratica"
Di seguito pubblicherò le dichiarazioni della Vice Presidente del Senato ed esponente del Partito Radicale, Emma Bonino, rigurdanti il premio Nobel per la pace attribuito all'Unione Europea, in quanto giudico l'analisi da lei effettuata sull'Europa di oggi più che condivisibile, oltre che lungimirante.
Il
Premio è senza dubbio un alto e prestigioso riconoscimento al progetto
europeo che, nato sulle ceneri di due Guerre mondiali e di un genocidio,
si è basato sulla forza e la visione dell'assunto "mai più guerra tra
di noi". Così è stato, e per questo l'Europa e in particolare i padri
fondatori meritavano il Nobel già da tempo. Ma la mia valutazione
dell'Europa di oggi, con riferimento non solo alla gestione della crisi
economico finanziaria, ma in particolare alla difesa dei diritti umani e
alla promozione della democrazia e dello stato di diritto, è molto più
sobria, per non dire cupa: immigrati e minoranze hanno difficoltà ad
ottenere diritti esigibili, il contributo all'affermazione della
democrazia e della pace alle nostre frontiere - in particolare nella
sponda sud - è stato e continua ad essere irrilevante, in molti paesi
nel cuore dell'Europa stessa democrazia e stato di diritto sono messi in
discussione, e vedono la recrudescenza di nazionalismi e razzismi vari.
La
lezione migliore che possiamo trarre da questo riconoscimento non è una
valanga di autocongratulazioni e compiacimenti, ma pensare che si
tratti di un riconoscimento per il passato, un monito severo per il
presente e un incoraggiamento a fare meglio, per essere all'altezza
delle nostre responsabilità nei confronti di tutti i cittadini, nessuno
escluso, e di re-inventare il nostro presente e il nostro futuro. Per
questo rimango una convinta sostenitrice di un'evoluzione in senso
federale dell'Unione Europea, quello che preferisco chiamare gli Stati
Uniti d'Europa, perché non conosco altro metodo per tenere insieme un
continente composto da 500 milioni di cittadini provenienti da 27 paesi,
in una molteplicità di lingue e culture diverse, attraversato da flussi
migratori epocali e che possa anche tornare ad esssere un baluardo
contro ogni deriva populista e anti-democratica."
giovedì 27 settembre 2012
Pericolo fascismo in Europa e in Italia?
Cosa si nasconde dietro i movimenti "antagonisti" che si stanno diffondendo in tutta Europa e anche nel nostro Paese?
martedì 25 settembre 2012
L'indiscussa doppia morale vaticana
“Anche dalle Regioni sta emergendo un reticolo di corruttele e scandali, il decentramento” a volte coincide con una zavorra. E’ motivo di rafforzata indignazione che la classe politica continua a sottovalutare il fatto che immoralità e malaffare siano al centro e alla periferia”.
Dichiarazioni del Presidente della CEI, Angelo Bagnasco, relative alla scandalo che ha coinvolto la giunta regionale del Lazio presieduta da Renata Polverini. Eppure, chi ha memoria, ricorderà che nel 2010, durante la campagna elettorale che opponeva Emma Bonino alla Polverini, lo stesso Bagnasco auspicò che gli elettori scegliessero "un voto contro l'aborto e per la vita", sostenendo in modo implicito la candidata del PDL, per timore che la strategica regione Lazio (per gli interessi clericali) venisse governata dall'esponente Radicale.
Dichiarazioni del Presidente della CEI, Angelo Bagnasco, relative alla scandalo che ha coinvolto la giunta regionale del Lazio presieduta da Renata Polverini. Eppure, chi ha memoria, ricorderà che nel 2010, durante la campagna elettorale che opponeva Emma Bonino alla Polverini, lo stesso Bagnasco auspicò che gli elettori scegliessero "un voto contro l'aborto e per la vita", sostenendo in modo implicito la candidata del PDL, per timore che la strategica regione Lazio (per gli interessi clericali) venisse governata dall'esponente Radicale.
Alla luce di quanto emerso, il buonsenso avrebbe dovuto consigliare al cardinale Bagnasco quantomeno di tacere, ma evidentemente dalle gerarchie ecclesiastiche non si può di certo pretendere che agiscano in nome della ponderatezza (la storia, recente e non, ce lo insegna).
venerdì 14 settembre 2012
Fenomenologia del complotto: Grillo, Freccero, Bilderberg, Casaleggio...
In questo video Carlo Freccero, direttore di Rai 4, paventa una possibile infiltrazione dei cosiddetti "Poteri Forti" all'interno del Movimento 5 Stelle.
giovedì 13 settembre 2012
Documentario sulla "Santa" Inquisizione
Interessante e accurato documentario, caricato sul mio canale youtube, riguardante la "Santa" Inquisizione e la cosiddetta caccia alle streghe.
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martedì 11 settembre 2012
Le radici dell'antisemitismo
In questo video affronto la storicità della delicata questione dell'antisemtismo. Dalle origini fino ai giorni nostri.
martedì 4 settembre 2012
Le cammellate di Beppe Grillo
Non mi sono mai occupato direttamente di Beppe Grillo e del suo movimento, ma dopo aver visionato un suo recente intervento, dai toni alquanto populistici, ho deciso di spenderci due paroline.
Cammellata n°1:
"Voglio vedere un piano B per i miei figli e per i miei nipoti, e allora poi andremo con un referendum a decidere se stare in Europa o non starci e se stare nell'euro o non stare nell'euro. Lo deciderà un referendum popolare. Il popolo italiano ha bisogno di questi strumenti. ITALIANI!".
Beppe mente sapendo di mentire; infatti il secondo comma dell'art. 75 della nostra Costituzione afferma: "Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali".
Quindi nel nostro Paese, come si evince dalla lettura della nostra Carta costituzionale, è espressamente vietato apporre la questione referendaria per i trattati internazionali, e dunque l'adesione o meno ai vari organismi sovranazionali.
Inoltre, è bene analizzare anche la campagna grillina per potenziare lo strumento referendario e per rendere operativi i referendum propositivi. Come afferma una prestigiosa dottrina, l'istituto referendario fornisce una soluzione maggioritaria e quindi non è sempre ben conciliabile con i caratteri di una democrazia pluralista, dal momento che penalizza la volontà della minoranza. Ciò dovrebbe indurre a un utilizzo parsimonioso del referendum; infatti essi molto spesso sono sostenuti dalle stesse forze di governo o da forze politche di rilevanza nazionale che, anziché utilizzare gli strumenti legislativi a disposizione e muoversi nel solco dei tradizionali canali istituzionali, ricorrono al popolo, generando il rischio di pericolose decisioni plebiscitarie. Ed è proprio per questo che i nostri Padri costituenti hanno deciso di costituire un istituto referendario soltanto abrogativo e per determinate materie, in modo da evitare il rischio di trasformare la nostra democrazia parlamentare in una democrazia dai tratti napoleonici.
Cammellata n°2
"L'Ecuador ha fatto una cosa meravigliosa di cui non sappiamo nulla. Il presidente Correa, laureato ad Harvard, si è alzato in Parlamento e ha detto il debito non lo paghiamo perché è immorale".
Così Grillo enfatizza la "clamorosa" presa di posizione dell'Ecuador. Ma cosa c'è di vero?
In realtà, quando nel 2007 Rafael Correa e il ministro dell'economia Ricardo Patino dichiararono di voler rinegoziare il debito pubblico dell'Ecuador, stavano attuando una chiara strategia per manipolare il mercato, deprimendo le quotazioni di alcuni strumenti finanziari legati ai titoli di Stato ecuadoriani.
Tutto questo, per permettere al governo di acquistarli ad un prezzo vantaggioso, grazie anche al sostegno di alcune banche venezuelane. Il presidente Correa ha respinto la ricostruzione di tali fatti, sostenendo che fosse tutto un complotto dei grandi banchieri internazionali.
Questa strategia, tuttavia, non riuscì in quanto le banche venezuelane non appoggiarono fino in fondo l'operazione. Tale ricostruzione, che vuole una manipolazione del mercato favorita dal governo ecuadoriano, viene confermata da un filmato nel quale il ministro delle finanze Patino avvalora tale tesi. Dopo la pubblicazione di tale video, Correa lo ha rimosso da ministro delle finanze e lo ha destinato ad altro incarico.
Nel dicembre del 2008, Correa ha dichiarato ufficialmente la bancarotta dell'Ecuador, descrivendo come immorale il debito pubblico del Paese; ha quindi proposto un piano per il pagamento ai creditori in misura pari al 30% del valore dei loro crediti.
Naturalmente, chi propone di fare come Correa, dovrebbe tenere a mente un piccolo dettaglio: il debito dell'Ecuador era bassissimo a livello assoluto, infatti era di soli 10 miliardi di euro e di interessi pagava solo 4 miliardi all'anno. Quindi a livello mondiale nessuno si è accorto del default del piccolo Stato sudamericano, che poi l'anno successivo ha effettuato un altro mini-default non pagando altri interessi. Replicare la "rivoluzione" effettuata dal caudillo Correa, in Italia, sarebbe decisamente più complicato, in quanto il nostro debito pubblico si avvicina sempre di più ai 2000 miliardi di euro con interessi di oltre 75 miliardi di euro all'anno. Un default del nostro Paese porterebbe a scenari imprevedibili, non solo per l'Italia ma anche per il resto del mondo. Per questo è bene calibrare in maniera adeguata le parole che si pronunciano, poiché gli applausi dell'istante possono trasformarsi repentinamente nelle catastrofi del domani.
C.D.
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mercoledì 29 agosto 2012
La pericolosità del complottismo cattolico
In questo video analizzo la storicità del fenomeno complottista, che affonda le sue radici in taluni ambienti cattolici.
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venerdì 17 agosto 2012
Stati Uniti d'Europa: l'unica soluzione
Stati Uniti d'Europa: l'unico progetto in grado di ridare slancio al nostro continente, accantonando l'inutile quanto populistica difesa delle sovranità nazionali.
martedì 14 agosto 2012
Alcune tra le più aberranti perle cattoliche (vietato ai deboli di stomaco)
In questo articolo elencherò - a titolo puramente dimostrativo - alcune delle massime più inquietanti, rivoltanti e nauseanti pronunciate da esponenti più o meno di spicco del mondo cattolico:
"Le donne non dovrebbero essere
illuminate o educate in nessun modo.
Dovrebbero, in realtà, essere segregate poiché
sono loro la causa di orrende ed involontarie erezioni di uomini
santi."
Sant'Agostino
"Se accetti la sofferenza e la offri a Dio, ti darà gioia; la sofferenza è un grande dono di Dio."
Madre Teresa di Calcutta
"L'omosessualità è un'offesa all'amore di Dio."
Giovanni Paolo II
"Le creature sono differenti le une dalle altre e
possono essere protette, o, al contrario, messe in pericolo, in modi
diversi, come ci mostra l’esperienza quotidiana. Uno di tali attacchi
proviene da leggi o progetti, che, in nome della lotta contro la discriminazione, colpiscono il fondamento biologico della differenza fra i sessi."
Benedetto XVI
"Il 90% degli handicappati sono figli di genitori che non hanno mantenuto la purezza del proprio corpo prima del matrimonio."
Javier Echevarria Rodriguez - Vescovo spagnolo
"La femmina ha bisogno del maschio non solo per la generazione, come negli
altri animali, ma anche come suo signore, perché il maschio è più
perfetto quanto a intelligenza ed è più forte quanto a coraggio."
Tommaso d'Aquino
"Numerosi psichiatri e psicologi hanno dimostrato che non esiste
relazione tra celibato e pedofilia, ma molti altri – e mi è stato
confermato anche recentemente – hanno dimostrato che esiste un legame
tra omosessualità e pedofilia. Questa è la verità e là sta il problema."
Tarcisio Bertone
"La laicità è la moglie del demonio"
Padre Livio Fanzaga
“Il posseduto dal diavolo ha le movenze e il portamento simile a un down"
Andrea Gemma - Vescovo di Isernia
"Dio ci castiga perché ci ama"
Padre Pio
L'elenco potrebbe continuare quasi all'infinito, ma preferisco fermarmi qui. Ognuno è libero di professare la religione che più gli aggrada, ma quanti, se la conoscessero fino in fondo, continuerebbero a ostentarla?
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domenica 12 agosto 2012
Ecco cos'è la laicità
In calce ad uno dei mio video, nello specifico quello in cui mi sono occupato dell'obiezione di coscienza, ho ricevuto un commento che riassume alla perfezione ciò che io intendo per laicità:
Io sono contro l'aborto per quanto riguarda la mia vita personale, è
una questione unicamente emotiva. Ma sono contento che in Italia sia
legale, perché non pretendo di avere la verità in tasca, e soprattutto
non pretendo di entrare nel merito della vita degli altri. Sono
d'accordo con te, l'obiezione di coscienza è un diritto personale che
non può ledere i diritti collettivi.
E' questo l'atteggiamento che può contribuire - in maniera sostanziale - a migliorare il mondo in cui viviamo, per fare in modo che le esigenze e i diritti di ogni singolo cittadino vengano garantiti, senza far prevalere sull'intera collettività dottrine e ideologie che possono e devono condizionare l'esistenza e le scelte di vita degli individui in un ambito strettamente personale.
martedì 7 agosto 2012
La ballata del Keynesiano "da tastiera"
Alcune idee sconvolgenti e sconcertanti profuse dai Keynesiani "da tastiera".
P.s. il video non ha l'intento di deridere il grande economista John Maynard Keynes, ma coloro che si ritengono i suoi "seguaci" e che di sicuro lo staranno facendo rivoltare nella tomba.
P.s. il video non ha l'intento di deridere il grande economista John Maynard Keynes, ma coloro che si ritengono i suoi "seguaci" e che di sicuro lo staranno facendo rivoltare nella tomba.
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lunedì 6 agosto 2012
Avete bisogno di un avvocato? Chiamate un keynesiano...
In questo articolo elencherò alcune delle affermazioni - dette o pensate - più clamorose e sconvolgenti profuse dai keynesiani "da tastiera", i quali, per dimostrare le loro tesi, sarebbero disposti a difendere anche il mostro di Milwaukee o Adolf Hitler/Josif Stalin/Benito Mussolini messi insieme.
Il debito pubblico non è un problema;
L'inflazione non è un problema;
E' tutta colpa della Germania;
E' tutta colpa dell'euro;
C'è un complotto contro di noi!!!;
I parassiti della pubblica amministrazione sono comuque utili per la "domanda";
Raffaele Lombardo è un vero statista;
Il "libberismo" ci sta uccidendo;
La mafia non rappresenta un problema macroeconomico;
L'evasione fiscale non ha sottratto nemmeno un centesimo allo Stato;
La "corruzzione" è un falso problema;
La soluzione è più spesa pubblica;
Ci vuole una patrimoniale anche per i chili di forfora accumulati in un anno;
Lo Stato ha la facoltà di moltiplicare pani e pesci;
Ci vorrebbe un reddito di cittadinanza anche per gli esseri viventi che camminano a quattro zampe;
Le donne dovrebbero andare in pensione con l'avvento della menopausa;
Gli uomini dovrebbero andare in pensione dopo i primi problemi di erezione;
Spendere i soldi pubblici per i "passeggiatori" è cosa buona e giusta;
C'è un complotto demoplutogiudaico contro i Paesi del sud Europa;
Se hai bisogno di soldi, puoi sempre stamparli (e 'sticazzi!);
Berlusconi è stato vittima di forze giudoilluminatomassofinanziarie;
Solo lo Stato può creare ricchezza;
I lavoratori autonomi sono lo sterco del demonio;
Oscar Giannino, se andasse al potere, ci manderebbe tutti a spalare merda;
Le caste non vanno assolutamente liberalizzate;
Le baby pensioni hanno creato grandi opportunità al nostro Paese;
1,10,100 Salerno-Reggio Calabria;
Siamo per le opere pubbliche, ma la Tav no!, le infrastrutture no!, le grandi opere no!;
L'inflazione argentina è l'esempio da seguire;
Il debito pubblico in Giappone è un finto problema, in quanto ha le stamperie sovrane;
Che bei tempi quelli della Democrazia Cristiana;
Il muro di Berlino non è mai crollato;
L'acqua è di Dio;
Milton Friedman si è reincarnato in Pierluigi Bersani;
Hayek è un criminale, ma non lo trovere scritto in nessun libro, se non nelle edizioni che abbiamo noi;Se non la pensi come noi, sei un neoliberista (criminale)!!!;
Quando andiamo nei talk-show non facciamo "mai" figure barbine;
Più spesa pubblica, più welfare, ma meno tasse!!!;
Se ti ritrovi nel 95% di queste affermazioni, anche tu sei un Keynesiano "da tastiera".
C.D.
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giovedì 2 agosto 2012
21 dicembre 2012: l'Italia torna alla lira!
Il 21 dicembre 2012 non avverrà la fine del mondo, bensì il clamoroso ritorno dell'Italia alla lira. Guardate il video sottostante per saperne di più:
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lunedì 30 luglio 2012
Il Governo populista: tutti i Ministri
Ecco il Governo che potrebbe nascere nel 2013, nel caso in cui il movimento populista si aggiudicasse le elezioni politiche. Si tratta di persone che oggi si trovano su binari a dir poco diversi, ma che, per il bene del Paese, si uniranno in una sola anima rivoluzionaria. (Clicca per ingrandire)
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venerdì 27 luglio 2012
Anno 2013: i populisti al governo (il video)
Video tratto dal mio ultimo articolo, in cui ipotizzo un possibile scenario, più o meno satirico, nel caso in cui i vari populisti italiani andassero al potere.
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giovedì 26 luglio 2012
I populisti al governo: un possibile scenario
Il proselitismo populista avanza imperterrito lungo le disastrate e sconnesse vie italiche. In questo articolo cercherò di prevedere cosa potrebbe accadere nel caso, neanche tanto remoto, in cui il movimento dei tanti e variopinti populisti italiani andasse al governo.
Anno 2013 d.C.: il movimento populista si aggiudica con ampia maggioranza le elezioni politiche. Per le strade la gente festeggia come se la nazionale di calcio avesse vinto i mondiali e i più facinorosi distruggono banche, McDonald's e sinagoghe. Una delegazione del nuovo governo composta dal Primo Ministro e dal Ministro della Rivoluzione si muove minacciosa verso il Consiglio Europeo e decreta con fare autoritario l'uscita unilaterale dell'Italia dall'Unione Europea e dall'euro; subito la nuova lira si svaluta del 20-30% e il Ministro della Propaganda dichiara che l'Italia conquisterà il mondo con le sue ingenti esportazioni.
Anno 2014 d.C.: la demoplutogiudaica Europa passa subito al contrattacco: vengono imposti ingenti dazi doganali contro le imprese italiane e chiuse tutte le frontiere con l'Italia. Il governo di tutta risposta instaura un programma di progressiva decrescita dell'economia italiana e, inoltre, decide a sua volta di chiudere tutte le frontiere verso l'estero espellendo anche gli extracomunitari dal nostro Paese.
Anno 2015 d.C.: il fato avverso ha fatto sì che l'inflazione raggiungesse la tripla cifra e il governo non riesce ad approvvigionarsi di materie prime. Nel nord Italia il 50% delle piccole e medie imprese dichiara fallimento e lo Stato è costretto a ingenti programmi di assorbimento dei disoccupati nella Pubblica Amministrazione.
Anno 2016 d.C.: la popolazione italiana conta 50 milioni di abitanti con poco più di 15 milioni di lavoratori - 10 milioni di essi si trovano nella Pubblica Amministrazione (tutti i lavoratori della Sicilia appartengono alla PA). A causa di ciò il governo è costretto, nonostante le opposizioni del Ministro degli Esteri Borghezio che si incatena dinanzi Palazzo Venezia, a riaprire le frontiere e a importare immigrati come manodopera.
Anno 2017 d.C.: viene stimato che la qualità di vita italiana è simile a quella di un Paese del terzo mondo e anche la popolazione inizia a ribellarsi ai diktat sempre più pressanti imposti dal governo; chi ne ha la possibilità cerca di scappare all'estero e nel frattempo sorgono mercati neri dove si contrabbandano dollari ed euro.
Anno 2018 d.C.: l'Europa è pressoché uscita dalla crisi finanziaria e in Italia i ribelli del nord si muovono contro la casta burocratica governativa che si è rifugiata al sud nel quartier generale di Napoli; dopo un paio di mesi di cruenta guerra civile, Grillo, Barnard e Berlusconi - ovvero i gerarchi del governo - scappano in Argentina con un finto passaporto procuratogli dallo Stato del Vaticano e si costituisce un nuovo governo provvisorio. Esso emana una nuova Costituzione che decreta che la lira italiana debba essere legata all'euro per almeno 10 anni per abbattere l'inflazione che ha raggiunto le 4 cifre, fino a ritrattare anche l'ingresso nell'Unione Europea. Rientrano in Patria gli esuli della guerra civile e riparte la ricostruzione italiana dopo il quinquennio populista.
C.D.
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martedì 24 luglio 2012
Qualcuno era Masaniello
Ispirandomi al celebre monologo di Giorgio Gaber "Qualcuno Era Comunista", proverò a elencare le caratteristiche che contaddistinguono il Masaniello italiota (all'interno del quale rientrano in buona parte populisti, qualunquisti e complottisti), personaggio che è alla base di tantissimi problemi del nostro Paese:
il Masaniello è colui che vuole "O' Stato";
il Masaniello è colui che ha la presunzione di ritenere che tutto gli sia dovuto;
il Masaniello è colui che crede che problemi importanti possano essere risolti in modo semplice e indolore;
il Masaniello è l'anziano che addita le nuove generazioni di non avere valori, ma che nella sua gioventù ha venduto l'anima alla Democrazia Cristiana;
il Masaniello è il giovane che succhia il sangue a mamma e papà, pur avendo la possibilità di trovarsi un posto di lavoro;
il Masaniello è colui che si iscrive all'Università non per cultura, ma per raggiungere lo status di "universitario", succhiando sempre i soldi a mamma e a papà;
il Masaniello è colui che dopo essersi laureato pretende che lo Stato gli dia un lavoro "intellettuale", ben retribuito e fisso;
il Masaniello è colui secondo il quale tutte le donne sono puttane, fatta eccezione per sua moglie e sua figlia;
il Masaniello è colui i cui figli sono sempre migliori dei figli altrui;
il Masaniello è colui che ti guarda dall'alto verso il basso perché è diventato vegetariano;
il Masaniello è colui che si professa cattolico non praticante;
il Masaniello è colui che è ateo ma che si sposa in chiesa;
il Masaniello è colui che se ti investe scappa e non ti soccorre;
il Masaniello è colui che si dichiara tuo amico ma è pronto a fotterti appena gli volti le spalle;
il Masaniello è colui che svolge l'unico e vero lavoro umile: scaldare le poltrone;
il Masaniello è colui che combatte una crociata contro i ricchi, ma poi te lo ritrovi in tabaccheria a giocare al Lotto e ad acquistare i gratta e vinci;
il Masaniello è colui che usa la macchina anche per andare dall'altra parte della strada e poi sbraita contro l'inquinamento atmosferico;
il Masaniello è il decrescista a parole che cammina con l'i-phone in tasca e le nike ai piedi;
il Masaniello è colui che timbra il cartellino, o se lo fa timbrare, e poi va al bar a fare colazione;
il Masaniello è colui che ritiene che l'Italia e la Grecia siano i buoni, mentre la Germania i cattivi;
il Masaniello è colui secondo il quale Beppe Grillo è il nuovo Messia;
il Masaniello è colui che guarda i programmi di Maria De Filippi e se non può farlo li registra;
il Masaniello è colui che si scanna con chi non è d'accordo con lui per stabilire quanti scudetti abbia vinto realmente la Juventus;
il Masaniello è contro Berlusconi perché è invidioso dei suoi patrimoni e delle sue ricchezze;
il Masaniello è colui che rinuncerebbe alla buona uscita a patto che al suo posto venga assunto il figlio;
il Masaniello è colui che vive grazie alle "amicizie";
il Masaniello è colui che se calpesta la merda per strada dice che porta fortuna;
il Masaniello è colui secondo il quale si potrebbe stampare moneta a iosa;
il Masaniello è colui che vorrebbe il reddito di cittadinanza;
il Masaniello è colui che vorrebbe il reddito di cittadinanza;
il Masaniello è colui che se non affermi di essere contrario all'energia nucleare ti dà del fascista;
il Masaniello è colui che crede di credere nel Dio migliore;
il Masaniello è colui che spinge con forza sull'acceleratore per fregarti il parcheggio;
il Masaniello è colui che quando vede il giallo (al semaforo) accelera;
il Masaniello è colui che ha acquistato la macchina fotografica digitale per fotografare le scie chimiche e postarle su facebook;
il Masaniello è colui che non lascia sedere gli anziani sull'autobus (e magari non ha neanche il biglietto);
il Masaniello è la ragazza che aspira a fare la velina e a sposare un calciatore;
il Masaniello è colui che acquista la macchina firmata Gucci o Dolce e Gabbana;
il Masaniello è colui che acquista la macchina firmata Gucci o Dolce e Gabbana;
il Masaniello è colui che vuole fare il medico a causa dell'overdose di puntate di Dr. House;
il Masaniello è colui secondo il quale i problemi del sud sono da attribuire a Garibaldi e Cavour;
il Masaniello è colui che se non sei d'accordo con lui, ti dà del massone-sionista-illuminato;
il Masaniello è colui che odia il lavoratore autonomo;
il Masaniello è colui che per insultarti si nasconde dietro un nickname;
il Masaniello (citando Gaber) è colui secondo il quale la Rivoluzione oggi no, domani forse, ma dopodomani sicuramente;
il Masaniello è colui secondo il quale l'Olocausto non c'è mai stato o hanno gonfiato i numeri;
il Masaniello è colui che al solo sentire "Rivoluzione Liberale" gli si infiammano le emorroidi;
il Masaniello è colui che si compiace delle sue flatulenze;
il Masaniello è colui che si riconosce nel 95% di questo elenco.
C.D.
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lunedì 23 luglio 2012
Le mie reti sociali
Chi fosse interessato a seguire quotidianamente ciò che pubblico sulle mie pagine sociali, si iscriva al mio canale yotube e alla mia pagina facebook.
Grazie.
sabato 21 luglio 2012
Oscar Giannino: "Barnard, sei un apostolo dell'inflazione!"
Oscar Giannino surclassa la supponenza di Paolo Barnard in uno scontro avvenuto nel programma di Rai 2 "L'Ultima Parola". Alla fine, anche l'intervento di Roberto Maroni che declina il tentativo di "inciucio" di Paolo Barnard, accodandosi alle tesi di Oscar Giannino.
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venerdì 20 luglio 2012
Oscar Giannino: che succede se arriva l'FMI in Italia?
Oscar Giannino, assieme all'economista Giacomo Vaciago, discute di quello che potrebbe essere il futuro non tanto remoto dell'Italia.
Discussione estrapolata dalla trasmissione che lo stesso Giannino conduce ogni mattina su Radio 24.
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giovedì 19 luglio 2012
I vaccini fanno male? No, è una bufala!
Una della tante bufale (pericolose) che circolano sul web è quella secondo cui vi sarebbe una relazione tra talune malattie e le vaccinazioni. Nell'articolo che riporto di seguito, tratto dal settimanale "Oggi", un professore della "Sapienza" spiega da dove ha avuto origine questa diceria.
A sentire certe storie, anche il genitore più avveduto va nel panico. Ma che cosa dice la scienza? Giuseppe La Torre, professore di Igiene e Sanità pubblica all'Università di Roma "La Sapienza" e coordinatore dell'Alleanza italiana per le strategie vaccinali, è drastico: "I vaccini non provocano l'autismo e tutti gli studi lo dimostrano", assicura. Tutto nasce 14 anni fa, "in seguito a un'accusa poi rivelatasi una truffa", spiega La Torre. Nel 1998 un gastroenterologo britannico, Andrew Wakefield, pubblicò un articolo su Lancet in cui avanzava il sospetto di un'associazione tra il siero trivalente contro morbillo-parotite-rosolia e l'autismo. Ma si scoprì che quei dati erano stati falsificati. La rivista ritirò lo studio e Wakefield venne radiato dall'Ordine dei medici. "Dopo la vicenda sono state condotte ricerche serie", specifica La Torre. "Risultato: l'incidenza della sindrome autistica è la stessa tra i bambini vaccinati e quelli non vaccinati". Anche l'Organizzazione mondiale della sanità ha escluso il legame, ma il movimento anti-vaccini sostiene il contrario. Sotto accusa, il tiomersale, un conservante a base di mercurio. "Paura infondata", afferma La Torre. Come conferma il Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità, "il tiomersale contiene etilmercurio, ma non metilmercurio. Al contrario del metilmercurio, di cui è nota la tossicità, non ci sono evidenze che l'etilmercurio dei vaccini sia tossico". Tant'è che i tassi di autismo tra i bimbi che hanno ricevuto il vaccino con tiomersale sono identici a quelli senza tiomersale. In più, da quando nel 2002, per precauzione, il mercurio è al bando negli Stati Uniti, l'incidenza della malattia è invariata. Perché, allora, questa credenza è diffusa? "I sintomi dell'autismo, le cui cause non sono chiare, si manifestano intorno ai 2-3 anni d'età. Se il bimbo è stato vaccinato nello stesso periodo è facile collegare i 2 eventi. Che, in realtà, non lo sono affatto".
Daniela Cipolloni
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mercoledì 18 luglio 2012
Il liberismo non esiste (in Italia)
In questo video espongo alcuni dati che confutano inequivocabilmente ciò che i populisti di turno affermano selvaggiamente da tempo immemore: "E' tutta colpa del liberismo!"
Dati sulla libertà di intrapresa in Europa:
Dati sulla pressione fiscale ufficiale in Europa:
Dati sulla pressione fiscale effettiva in Europa:
Dati sulla pressione fiscale sulle imprese:
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venerdì 13 luglio 2012
Intervista a Oscar Giannino
L'economista Oscar Giannino, coi suoi soliti modi poco "politically correct", si scaglia contro il becero statalismo, così tanto difeso e rimpianto dai Masanielli.
«Lo stato non è padre e neanche padrone: è padrino!» «Vendere subito il
patrimonio immobiliare statale per alleggerire debito e tasse!»
Se si googla «Oscar», subito dopo il premio del cinema e Wilde esce lui, con mezzo milione di citazioni: Oscar Fulvio Giannino da Torino. Ogni giorno alle nove del mattino e della sera (in replica) conduce un programma di successo su Radio 24, scagliandosi contro politici, stato e imposte. Lo fa stando in piedi, vestito da dandy come il suo omonimo Wilde.
Ora ha ottenuto un successo: il premier Mario Monti promette massicce dismissioni del patrimonio pubblico. Che lui invocava da mesi: «Avrebbe dovuto farlo il primo giorno di governo, invece di aspettare mezzo anno caricandoci di altre tasse».
Questa sua piccola vittoria personale ha spinto Giuseppe Cruciani, altro conduttore di Radio 24 ( La zanzara), a lanciare lo slogan «Oscar for president». Scherzoso ma non troppo. Giannino infatti, che è anche editorialista di Panorama e dei quotidiani di Caltagirone (Messaggero, Mattino, Gazzettino), da vent'anni fa il giornalista: capo dell'economia al Foglio di Giuliano Ferrara e a Libero di Vittorio Feltri. Ma prima era in politica: «Mi sono iscritto al Pri a tredici anni, affascinato da Ugo La Malfa. Poi, con Spadolini, ero segretario dei giovani repubblicani. Quando i giovani facevano politica sul serio: eravamo 15 mila. Infine, portavoce del partito».
Gli altri portavoce si chiamavano Mastella, Martelli, Veltroni, e Giannino li rintuzzava ogni giorno. Con l'eloquio torrenziale ma preciso che oggi esibisce nella radio degli industriali. Dove qualcuno storce il naso: troppo aggressivo contro il governo, troppo estremista, liberista, quasi leghista.
«È una beffa della storia», dice incurante lui, «che dopo vent'anni proprio ora la Lega Nord, messa in ginocchio dal Trota, veda trionfare le proprie tesi sul Financial Times, che prevede un Euro diviso in due: quello attorno alla Germania, cui si aggrega la Padania, e quello mediterraneo per il resto d'Italia».
Giannino è uno dei cervelli più brillanti dell'Istituto Bruno Leoni, think tank libertario ma non berlusconiano. E ogni mattina demolisce quelli che definisce «miti»: «Il primo è che la colpa della crisi sarebbe di Angela Merkel. Ma i tedeschi ci hanno avvisato per anni che non avrebbero mai assunto debiti di altri Paesi. L'hanno scritto perfino nella Costituzione. Loro nel 2002-2006 hanno tagliato di sei punti spesa pubblica e tasse, alzando reddito e produttività. Sacrifici che hanno rafforzato l'export. Da noi nulla, invece. E pensare che il nostro Nordest ha una forza industriale perfino superiore alla loro».
Gli altri miti?
«Stampiamo moneta, dateci una Bce come la Fed statunitense. È una fesseria colossale, finché i mercati restano separati e senza unità politica, o almeno una politica economica comune. A meno che non si voglia un’Europa come l’Impero Romano d’Oriente, con moneta in perenne svalutazione. O come l’Italietta dopo gli anni Sessanta. Mito numero tre: è un complotto della grande finanza mondiale che specula, restituiamo alla politica il potere di battere moneta. È una teoria complottista degna di Giacobbo».
La parola magica è «crescita».
«Sì, ma sostenuta come? Estremisti keynesiani come Krugman propongono un deficit pubblico anche a doppia cifra pur di finanziarla. Ma la ricetta non è applicabile all'Italia, con debito al 120%. Il nostro Stato succhia per sé già troppe risorse. Rispetto a vent’anni fa il nostro prodotto procapite è cresciuto del 9%. Eppure il reddito procapite è sceso del 4%. Dove sono finiti, quei 13 punti che mancano nelle tasche degli italiani? Se li è pappati il signor stato, per pagare una spesa pubblica in perenne crescita, oggi oltre il 60% del Pil legale, cioè di chi le tasse le paga».
Ma l'euro è stato un affare?
«Ecco un altro luogo comune! Certo, da quando c'è l'euro ci siamo impoveriti. Ma la colpa, come ho appena spiegato, è della spesa statale. L’euro ci ha regalato 7 punti di Pil annui di minori interessi sul debito, prima che esplodesse lo spread dall’estate scorsa. Ma questi soldi hanno aumentato la spesa pubblica, invece di creare più investimenti con meno tasse. L’euro non è un bene assoluto: se i mercati restano separati e non funzionano come vasi comunicanti per costi e produttività, l’euro non può e anzi non deve reggere. Ma noi siamo il secondo Paese esportatore manifatturiero del continente, e operare a moneta unificata nel più grande mercato di consumo mondiale - l’Europa è ancora questo, non per molto - è stato un grande vantaggio per moltissime imprese».
Che fare, allora?
«L’Italia deve abbattere il suo mostruoso debito pubblico dismettendo patrimonio pubblico, e non picchiando nelle tasche dei cittadini. Tutto il mattone statale, cioè per cominciare almeno 400 miliardi, 27 punti di pil, va girato a un fondo immobiliare gestito tramite gara da privati, che lo cederanno nei tempi più adeguati al miglior realizzo. Questo fondo potrebbe emettere obbligazioni per una volta e mezzo almeno la stima del patrimonio».
È questa la ricetta per Monti?
«Sono molto deluso dal governo, che pure nel mio piccolo ho contribuito a legittimare di fronte a centinaia di migliaia di ascoltatori ogni giorno, prima della sua nascita e ai suoi primi atti. Non ha toccato la montagna stregata della pubblica amministrazione. Che pena questi “tecnici” che presentano come gran cosa tagliare 4 miliardi su 700 di spesa pubblica, cioè lo 0,57%, quando decine di migliaia di imprese italiane affrontano crisi in cui si taglia anche il 25-30% di costi da un anno all’altro».
Cosa devono fare, invece?
«Abbattere il debito con le cessioni pubbliche, ma nel frattempo tagliare anche la spesa per un equilibrio di entrate a un livello ben più basso di quello immaginato da Monti con la manovra triennale. Risparmiare in tre anni di impegno pancia a terra 6-7 punti di pil di spesa improduttiva, da tradurre a parità di saldi in abbattimenti fiscali per lavoro e impresa. In ballo c’è la sopravvivenza economica dell’impresa e del lavoro italiani. Con uno Stato molto più magro, e perciò costretto a diventare più efficiente».
Mauro Suttora
Se si googla «Oscar», subito dopo il premio del cinema e Wilde esce lui, con mezzo milione di citazioni: Oscar Fulvio Giannino da Torino. Ogni giorno alle nove del mattino e della sera (in replica) conduce un programma di successo su Radio 24, scagliandosi contro politici, stato e imposte. Lo fa stando in piedi, vestito da dandy come il suo omonimo Wilde.
Ora ha ottenuto un successo: il premier Mario Monti promette massicce dismissioni del patrimonio pubblico. Che lui invocava da mesi: «Avrebbe dovuto farlo il primo giorno di governo, invece di aspettare mezzo anno caricandoci di altre tasse».
Questa sua piccola vittoria personale ha spinto Giuseppe Cruciani, altro conduttore di Radio 24 ( La zanzara), a lanciare lo slogan «Oscar for president». Scherzoso ma non troppo. Giannino infatti, che è anche editorialista di Panorama e dei quotidiani di Caltagirone (Messaggero, Mattino, Gazzettino), da vent'anni fa il giornalista: capo dell'economia al Foglio di Giuliano Ferrara e a Libero di Vittorio Feltri. Ma prima era in politica: «Mi sono iscritto al Pri a tredici anni, affascinato da Ugo La Malfa. Poi, con Spadolini, ero segretario dei giovani repubblicani. Quando i giovani facevano politica sul serio: eravamo 15 mila. Infine, portavoce del partito».
Gli altri portavoce si chiamavano Mastella, Martelli, Veltroni, e Giannino li rintuzzava ogni giorno. Con l'eloquio torrenziale ma preciso che oggi esibisce nella radio degli industriali. Dove qualcuno storce il naso: troppo aggressivo contro il governo, troppo estremista, liberista, quasi leghista.
«È una beffa della storia», dice incurante lui, «che dopo vent'anni proprio ora la Lega Nord, messa in ginocchio dal Trota, veda trionfare le proprie tesi sul Financial Times, che prevede un Euro diviso in due: quello attorno alla Germania, cui si aggrega la Padania, e quello mediterraneo per il resto d'Italia».
Giannino è uno dei cervelli più brillanti dell'Istituto Bruno Leoni, think tank libertario ma non berlusconiano. E ogni mattina demolisce quelli che definisce «miti»: «Il primo è che la colpa della crisi sarebbe di Angela Merkel. Ma i tedeschi ci hanno avvisato per anni che non avrebbero mai assunto debiti di altri Paesi. L'hanno scritto perfino nella Costituzione. Loro nel 2002-2006 hanno tagliato di sei punti spesa pubblica e tasse, alzando reddito e produttività. Sacrifici che hanno rafforzato l'export. Da noi nulla, invece. E pensare che il nostro Nordest ha una forza industriale perfino superiore alla loro».
Gli altri miti?
«Stampiamo moneta, dateci una Bce come la Fed statunitense. È una fesseria colossale, finché i mercati restano separati e senza unità politica, o almeno una politica economica comune. A meno che non si voglia un’Europa come l’Impero Romano d’Oriente, con moneta in perenne svalutazione. O come l’Italietta dopo gli anni Sessanta. Mito numero tre: è un complotto della grande finanza mondiale che specula, restituiamo alla politica il potere di battere moneta. È una teoria complottista degna di Giacobbo».
La parola magica è «crescita».
«Sì, ma sostenuta come? Estremisti keynesiani come Krugman propongono un deficit pubblico anche a doppia cifra pur di finanziarla. Ma la ricetta non è applicabile all'Italia, con debito al 120%. Il nostro Stato succhia per sé già troppe risorse. Rispetto a vent’anni fa il nostro prodotto procapite è cresciuto del 9%. Eppure il reddito procapite è sceso del 4%. Dove sono finiti, quei 13 punti che mancano nelle tasche degli italiani? Se li è pappati il signor stato, per pagare una spesa pubblica in perenne crescita, oggi oltre il 60% del Pil legale, cioè di chi le tasse le paga».
Ma l'euro è stato un affare?
«Ecco un altro luogo comune! Certo, da quando c'è l'euro ci siamo impoveriti. Ma la colpa, come ho appena spiegato, è della spesa statale. L’euro ci ha regalato 7 punti di Pil annui di minori interessi sul debito, prima che esplodesse lo spread dall’estate scorsa. Ma questi soldi hanno aumentato la spesa pubblica, invece di creare più investimenti con meno tasse. L’euro non è un bene assoluto: se i mercati restano separati e non funzionano come vasi comunicanti per costi e produttività, l’euro non può e anzi non deve reggere. Ma noi siamo il secondo Paese esportatore manifatturiero del continente, e operare a moneta unificata nel più grande mercato di consumo mondiale - l’Europa è ancora questo, non per molto - è stato un grande vantaggio per moltissime imprese».
Che fare, allora?
«L’Italia deve abbattere il suo mostruoso debito pubblico dismettendo patrimonio pubblico, e non picchiando nelle tasche dei cittadini. Tutto il mattone statale, cioè per cominciare almeno 400 miliardi, 27 punti di pil, va girato a un fondo immobiliare gestito tramite gara da privati, che lo cederanno nei tempi più adeguati al miglior realizzo. Questo fondo potrebbe emettere obbligazioni per una volta e mezzo almeno la stima del patrimonio».
È questa la ricetta per Monti?
«Sono molto deluso dal governo, che pure nel mio piccolo ho contribuito a legittimare di fronte a centinaia di migliaia di ascoltatori ogni giorno, prima della sua nascita e ai suoi primi atti. Non ha toccato la montagna stregata della pubblica amministrazione. Che pena questi “tecnici” che presentano come gran cosa tagliare 4 miliardi su 700 di spesa pubblica, cioè lo 0,57%, quando decine di migliaia di imprese italiane affrontano crisi in cui si taglia anche il 25-30% di costi da un anno all’altro».
Cosa devono fare, invece?
«Abbattere il debito con le cessioni pubbliche, ma nel frattempo tagliare anche la spesa per un equilibrio di entrate a un livello ben più basso di quello immaginato da Monti con la manovra triennale. Risparmiare in tre anni di impegno pancia a terra 6-7 punti di pil di spesa improduttiva, da tradurre a parità di saldi in abbattimenti fiscali per lavoro e impresa. In ballo c’è la sopravvivenza economica dell’impresa e del lavoro italiani. Con uno Stato molto più magro, e perciò costretto a diventare più efficiente».
Mauro Suttora
(da Oggi del 20 giugno 2012)
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giovedì 12 luglio 2012
Efficaci strategie berluschine
Il più grande pregio (e forse l'unico) dell'ex Presidente del Consiglio è sicuramente quello di essere il miglior populista italiano (Grillo è un dilettante al suo confronto). Se nei prossimi mesi si scaglierà anche contro le scie chimiche e gli ebrei sionisti massoni illuminati potrebbe vincere le elezioni plagiando le menti di chi si aspetta che esistano soluzioni rapide e indolori alla crisi che stiamo vivendo.
Meno male che Silvio c'è...
martedì 10 luglio 2012
Overdose da "dipendenza pubblica" in Europa
Di seguito dati OCSE relativi al numero dei dipendenti pubblici rapportati al numero della popolazione e a quello della complessiva forza lavoro:
Stando a questa statistica l'Italia fa parte di quei Paesi che hanno più dipendenti pubblici. In realtà, l'Italia avrebbe quasi 5 milioni di pubblici dipendenti, ma molti di essi non vengono conteggiati poiché si trovano in società semi-privatizzate come Poste o Ferrovie dello Stato. Di seguito, altri dati OCSE che mostrano quale sia la totale forza lavoro dei vari Paesi europei:
Come si può ben notare, Paesi come la Germania, che hanno quasi un milione di dipendenti pubblici in più rispetto all'Italia, possiedono il doppio della forza lavoro operante. Solo la Francia sembra essere nettamente peggiore di noi. Per capire meglio la situazione italiana, inoltre, bisognerebbe dire che, a fronte di una forza lavoro di 24 milioni di unità, con quasi 5 milioni di pubblici dipendenti, si pone il problema che nel nostro Paese vengono erogate circa 21 milioni di pensioni (dati del 2000) con 16 milioni di pensionati. Quindi, analizzando questi dati, è ben chiaro che tutto il sistema Italia è più che vicino al collasso e, per questo, urgono rapide ed efficaci riforme.
C.D.G.
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lunedì 9 luglio 2012
Argentina: la cornucopia dei default
Anche l'illusione dell'Argentina prospera e felice riappropriatasi della sua "sovranità monetaria" sta per crollare. Infatti, il Financial Times offre scenari poco rosei per il Paese latino-americano; qui un articolo che espone bene la situazione: "L'Argentina è di nuovo vicina al default?"
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sabato 7 luglio 2012
Le figure barbine dei complottisti (MMT, Signoraggio...)
Ho realizzato un mini-collage di alcune figure barbine fatte dai complottisti in TV, in radio e nei congressi. Esilarante!
Il video si conclude con un piccolo spezzone tratto da un video del professor Serafino Massoni che riassume alla perfezione le proposte utopistiche e "fuori dalla realtà" dei tipografi di moneta.
Il video si conclude con un piccolo spezzone tratto da un video del professor Serafino Massoni che riassume alla perfezione le proposte utopistiche e "fuori dalla realtà" dei tipografi di moneta.
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martedì 3 luglio 2012
Mario Monti: "Gli italiani sono imbecilli"
Analisi oggettiva e razionale del video in cui Mario Monti afferma che "la manifestazione del successo dell'euro è la Grecia".
giovedì 28 giugno 2012
Diritto al lavoro: uso e abuso ante Fornero
Che la Fornero l'abbia fatta fuori
dal vaso, non vi è alcun dubbio: il lavoro è un diritto di tutti, ed è ciò che
stabilisce la nostra Costituzione senza lasciar adito ad alcun genere di
interpretazione.
Fatta questa dovuta premessa, è bene domandarsi in che modo questo diritto nel nostro bel Paese sia stato sfruttato da un certo tipo di classe politica per mettere in piedi e alimentare a dismisura clientele e giochi di potere. E' questa la denuncia che avrebbe dovuto fare la Fornero, in quanto è questo tipo di connivenza tra malapolitica e cittadinanza che ha contribuito in modo sensibile ad indebitare il Paese e a creare un'inefficienza strutturale da farci arrossire.
Mi trovo d'accordo con la ritrattazione della Fornero (il lavoro è un diritto ma va guadagnato), poiché significherebbe dare il via a quel processo meritocratico che è quasi del tutto sconosciuto nel nostro Paese. Suvvia, provate a entrare in uno di quegli enti gestiti dai comuni, dalle province, dalle regioni, e vedrete coi vostri occhi quante belle ed utili attività vengono svolte dagli "impiegati": c'è chi legge, chi fa i cruciverba, chi chiacchiera, chi fa il solitario sul pc. E' un'esperienza che consiglio a tutti, è molto formativa!
Fatta questa dovuta premessa, è bene domandarsi in che modo questo diritto nel nostro bel Paese sia stato sfruttato da un certo tipo di classe politica per mettere in piedi e alimentare a dismisura clientele e giochi di potere. E' questa la denuncia che avrebbe dovuto fare la Fornero, in quanto è questo tipo di connivenza tra malapolitica e cittadinanza che ha contribuito in modo sensibile ad indebitare il Paese e a creare un'inefficienza strutturale da farci arrossire.
Mi trovo d'accordo con la ritrattazione della Fornero (il lavoro è un diritto ma va guadagnato), poiché significherebbe dare il via a quel processo meritocratico che è quasi del tutto sconosciuto nel nostro Paese. Suvvia, provate a entrare in uno di quegli enti gestiti dai comuni, dalle province, dalle regioni, e vedrete coi vostri occhi quante belle ed utili attività vengono svolte dagli "impiegati": c'è chi legge, chi fa i cruciverba, chi chiacchiera, chi fa il solitario sul pc. E' un'esperienza che consiglio a tutti, è molto formativa!
Il lavoro è un diritto, ma è un diritto che è stato
gestito in modo a dir poco improprio per favorire cricche politiche, malcostume
e malaffari. Cambiamo rotta, ma forse è già troppo tardi...
C.D.G.
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