venerdì 23 agosto 2013

Il fascio-populismo animalista





"Comunque la si pensi sulla sperimentazione animale, operare per eliminare la presenza, e dunque la possibilità di parola, di un esponente autorevole della comunità scientifica da un pubblico dibattito, è un comportamento in perfetto stile fascista''. Lo afferma Marco Cappato, Consigliere comunale radicale a Milano e Tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni in relazione alle iniziative di protesta contro la presenza di Silvio Garattini, direttore dell'Istituto Mario Negri di Milano, al Festival della Mente di Sarzana (La Spezia), il primo settembre.

"I comportamenti fascisti sono e rimangono tali - ha detto Cappato - anche quando i protagonisti sono ''a 5 stelle'' (nella fattispecie si riferisce in modo particolare al Consigliere Comunale del M5S di Sarzana, Valter Chiappini) e si vorrebbero animalisti''. ''Nel merito, il rispetto per la vita animale - ha concluso il radicale - non può e non deve essere usato a pretesto per eliminare in modo violento considerazioni svolte sul piano scientifico sull'utilità della sperimentazione animale''. 
 Parole più che condivisibili quelle di Cappato, provenienti, peraltro, dall'esponente di un partito che negli ultimi mesi non ha affatto lesinato corteggiamenti più o meno espliciti al movimento di Grillo (messi in atto - senza colpire nel segno - soprattutto dal leader Marco Pannella).
Fatta questa dovuta precisazione, tanto per evidenziare come le durissime affermazioni di Cappato non provenissero affatto da un politicante manifestamente ostile ai pentastellati, voglio consigliare per approfondire in maniera seria e scientifica tutto ciò che ruota intorno all'animalismo, partendo proprio dalla vicenda Garattini, la lettura di questo articolo tratto da un blog che si occupa di difendere - contro il più becero populismo animalista - la sperimentazione sugli animali.

lunedì 19 agosto 2013

Il faraone CheoPeppe a sostegno dei Fratelli Musulmani



Ebbene sì, caro Peppe, in questo caso le responsabilità di USA ed UE in ciò che sta accadendo in Egitto sono palesi e inequivocabili, ma non di certo per non aver difeso strenuamente Morsi (LINK del post di Peppe), bensì - a ben pensarci - per l'esatto contrario. Per oltre un anno, infatti, UE ed USA sono state a guardare mentre i Fratelli Musulmani cercavano con ogni mezzo di trasformare l'Egitto in un emirato islamico, tentando di introdurre la Sharia. USA ed UE, invece, avrebbero dovuto esplicitamente appoggiare il nuovo governo egiziano, dandogli il proprio sostegno per bloccare l'occupazione da parte dei Fratelli Musulmani di interi quartieri del Cairo che per diverse settimane sono stati ostaggio di immani violenze. 
Per troppo tempo USA ed UE, e in modo particolare due personaggi a dir poco di spicco come Barack Obama e Catherine Ashton, con la loro politica passiva hanno fatto sì che un movimento terrorista come quello dei Fratelli Musulmani fosse accreditato come un semplice movimento politico di Islam moderato. Un atteggiamento che - ahimé - sta colpevolmente caratterizzando anche alcune scelte del nostro Ministro degli Esteri.
Per tutto ciò, caro Peppe, giunti a questo punto il governo egiziano non poteva fare altro che agire come ha agito: i presìdi dei Fratelli Musulmani andavano smantellati!
In Egitto, a differenza di quanto tu scrivi, ci sono state elezioni tutt'altro che libere e democratiche, ma ovviamente hai pensato che pubblicando quel post nessuno te lo avrebbe fatto notare; invece, forse per la prima volta, devo ammettere che una piccola parte dei commenti al tuo post sono stati critici nei tuoi confronti, fatto salvo che il tuo scopo non fosse quello di continuare a suscitare simpatie verso il tuo partito ai fautori dei complotti demoplutogiudaici. Sì, quelli lì il tuo post lo hanno apprezzato molto... e magari ti darà il là per vincere le elezioni...iraniane!

venerdì 16 agosto 2013

Il populismo antisem...antisionista


L'essenza profondamente antisemita del Movimento 5 Stelle non è certamente un qualcosa che abbiamo scoperto in seguito al tragicomico viaggio effettuato da una delegazione di Parlamentari grillini in ""Palestina"". Era sufficiente, infatti, essere a conoscenza di talune dichiarazioni di Grillo
rilasciate nei mesi scorsi per potersene rendere conto in maniera inequivocabile già da molto prima.
Ma al di là di tutto, non si poteva non pensare che il partito più populista dell'attuale panorama politico italiano (sì, anche più di quello di Berlusconi) non sfruttasse a proprio vantaggio l'ondata anti-israeliana/antisionista (ovvero antisemita) promulgata anche e soprattutto dalla loro così tanto stucchevolmente decantata "rete".
Nei giorni scorsi ho avuto modo di leggere un articolo che risponde punto su punto alle farneticazioni antisem... ehm... antisioniste rilasciate prima e dopo il viaggio in ""Palestina"" dai nostri amati "Cittadini". Ve ne consiglio vivamente la lettura: LINK
Martin Luther King: "L'ANTISEMITA DEVE COSTANTEMENTE INVENTARE NUOVE FORME E NUOVE SEDI PER IL SUO VELENO. Deve camuffarsi. E allora non dice più di odiare gli Ebrei, ma solo di "essere anti-Sionista".

lunedì 12 agosto 2013

Il condannato Berlusconi ha ragione: la giustizia nostrana va radicalmente riformata!

 

A ratificare la totale e indiscussa inefficienza della giustizia italiana non è solo il neo-condannato Cavaliere (le cui vicende giudiziarie non sono al centro di questo mio post e non influiscono sul senso di quanto scriverò), bensì i vari rapporti degli organismi internazionali che certificano quanto segue: il tempo medio stimato per la conclusione di un procedimento nei 3 gradi di giudizio è di 788 giorni. L'Italia è, e non c'è da andarne fieri, maglia nera tra i paesi dell'OCSE per la durata del processo civile: nel 2010 si sono impiegati 563 giorni per il primo grado, contro una media di 240 giorni degli altri Paesi OCSE. Tutto ciò, nonostante quanto evidenzia l'OCSE, il nostro Paese destini al sistema giudiziario la stessa quota di PIL della Svizzera (che è uno dei Paesi più efficienti a tal proposito). Inevitabilmente, tale comprovata inefficienza si ripercuote anche e soprattutto sul sistema economico nostrano, in quanto disincentiva eventuali investimenti stranieri.
Analoghi dati negativi riguardano anche il settore penale, oppresso da una arcaica organizzazione e dal bieco conservatorismo dell'ordine dei magistrati, restio a qualsiasi tipo di riforma. A tal proposito mi preme segnalare la raccolta firme promossa dai Radicali in favore di alcuni referendum sulla "Giustizia Giusta": per la responsabilità civile dei magistrati, per il rientro nelle funzioni proprie dei magistrati fuori ruolo, contro l'abuso della custodia cautelare, per l'abolizione dell'ergastolo, per la separazione delle carriere dei magistrati. E' evidente che, siccome tali referendum hanno ottenuto l'esplicito sostegno da parte del PDL, una buona parte della sinistra "togata", oltre - ovviamente - al populismo filo-grillino, si opporrà in maniera strenua al conseguimento di codesto obiettivo referendario. 
Una delle riforme dell'architettura giudiziaria da attuare è certamente quella della separazione delle carriere: in pratica nel processo penale accusa e difesa debbono diventare parti che operano su un piano di parità; uno accusa l'imputato e l'altro lo difende, uno raccoglie le prove che provano la colpevolezza e l'altro la sua innocenza, ed entrambi cercano di smontare le prove degli altri come meglio possono. Sopra di loro sta il Giudice terzo e imparziale che deve stabilire chi dei due ha torto o ragione. Ne consegue, anche se l'accusa è sostenuta da un magistrato (P.M.), questo deve essere diverso, appunto separato, dal suo collega che fa il Giudice: per ottenere questo obiettivo, l'unica soluzione è quella di prevedere per i magistrati due carriere separate: quella del Giudice e quella del Pubblico Ministero, e nessuno deve poter passare da un ruolo all'altro. 
Questa ed altre sono riforme che solo personaggi in malafede possono tacciare d'essere filo-berlusconiane (semmai si può additare Berlusconi di non averle mai davvero intraprese negli anni in cui è stato al governo). Ed infatti nientemeno che Giovanni Falcone ne auspicava la loro attuazione; questo è quanto il magistrato antimafia dichiarava nel 1991: "Un sistema accusatorio parte dal presupposto di un Pubblico Ministero che raccoglie e coordina gli elementi della prova da raggiungersi nel corso del dibattimento, dove egli rappresenta una parte in causa. Gli occorrono, quindi, esperienze, competenze, capacità, preparazione anche tecnica per perseguire l'obiettivo. E nel dibattimento non deve avere nessun tipo di parentela col giudice e non essere, come invece oggi è, una specie di para-giudice. Il giudice, in questo quadro, si staglia come figura neutrale, non coinvolta, al di sopra delle parti. Contraddice tutto ciò il fatto che, avendo formazione e carriere unificate, con destinazioni e ruoli intercambiabili, giudici e PM siano in realtà, indistinguibili gli uni dagli altri. Chi, come me, richiede che siano, invece, due figure strutturalmente differenziate nelle competenze e nella carriera, viene bollato come nemico dell'indipendenza del magistrato, un nostalgico della discrezionalità dell'azione penale, desideroso di porre il PM sotto il controllo dell'esecutivo. E' veramente singolare che si voglia confondere la differenziazione dei ruoli e la specializzazione del PM con questioni istituzionali totalmente distinte".
 Un altro accenno lo merita la responsabilità civile "diretta" dei magistrati, premettendo che tale norma era già stata decretata dalla consultazione popolare avvenuta nel 1987 in occasione di referendum promulgati dai soliti Radicali. Ma l'allora Ministro di Grazia e Giustizia, Giuliano Vassalli, promosse una legge che allo stesso tempo accoglieva e mitigava il risultato dei referendum, escludendo che il magistrato potesse rispondere direttamente del proprio operato, facendo ricadere eventuali sue responsabilità sullo Stato. Ciò non avviene in altri Paesi europei, dove lo Stato, in caso di grave dolo del magistrato, può rivalersi sullo stesso. Il caso Enzo Tortora rimarrà l'emblema di magistrati che, invece di pagare severamente per gli scempi compiuti, hanno condotto indisturbati le proprie fulgide carriere.
Ci sarebbe tanto altro di cui discutere, dall'obbligatorietà dell'azione penale al ricollocamento delle funzioni della polizia giudiziaria, ma voglio solo concludere affermando che questo Paese non riuscirà mai a risollevarsi dal declino in cui sta precipitando se ogni qualvolta si provi a discutere di riforme della giustizia i soliti reazionari/manettari strepitano per aizzare l'opinione pubblica più bigotta e moralista contro misure che sarebbero oggettivamente auspicabili in un Paese che vuole dirsi davvero "civile".

venerdì 9 agosto 2013

Chi comanda in Italia? La demenza populista



Ebbene sì, ora possiamo davvero dirlo: Beppe Grillo e il suo partito/movimento hanno davvero toccato il fondo, anzi, hanno scavato sotto il baratro!

Difatti, nel post dell'8 luglio 2013 intitolato "Chi comanda in Italia?", il Grillo nazionale (o chi per lui) ha elencato una serie di istituzioni, enti o Stati che a suo avviso avrebbero in mano i vari settori del nostro Paese. Si va dalla BCE agli Stati Uniti, dalla solita Germania al Vaticano, per giungere fino alla Massoneria.


La strategia "grillesca" è molto semplice da decifrare: sono in difficoltà, i sondaggi li vedono in calo, la loro azione parlamentare è stata chiaramente inutile e fallimentare, per cui come recuperare qualche consenso? Semplice: con il più becero complottismo e con lo scaricare sempre e solo su soggetti terzi le colpe di una crisi economico-finanziaria che andrebbero addebitate, invece, quasi esclusivamente a noi stessi e all'eccessiva e dannosa presenza della mano pubblica all'interno dell'economia e della vita nazionale.
Gli italiani, campioni del mondo nel non assumersi le proprie responsabilità, di certo condivideranno le analisi populistico/complottiste del populista maximo e magari alle prossime elezioni continueranno a dargli fiducia con la speranza che il suo partito riuscirà finalmente a combattere la crisi...ops, scusate, intendevo dire la Massoneria...

P.S.: Ricordatevi di andare sul blog di Peppe a votare al sondaggio. Io ho votato per i rettiliani (li aveva colpevolmente dimenticati).